L’ennesimo sciopero e casini annessi causato dagli autotrasportatori dimostra, ancora una volta, quanto l’Italia sia intrinsecamente ancora troppo legata al trasporto su gomma. Quindi, avanti tutta con la TAV e col trasporto delle merci su rotaia, fino a quando finalmente sarà competitivo rispetto al trasporto su gomma. Non possiamo più essere così tanto inquinati, intasati, e con così tanti problemi di sicurezza stradale.
Archivio per la categoria 'trasporti'
Qualche settimana fa mi ero stupito, su questo blog, del fatto che stessero rifacendo il manto stradale di via 3 febbraio e di conseguenza anche la pista ciclabile.
Bene, ho scoperto, passandoci di fianco, che in realtà la pista ciclabile è stata eliminata! Mi informerò su questa cosa.
E’ da circa un anno e mezzo che ho segnalato in più sedi (Circoscrizione, Bilancio Partecipativo, URP del Comune), la grave situazione in cui versava la ciclabile di via 3 Febbraio, quella che costeggia il Palazzo Ducale per intenderci. Il tutto è dovuto, tra l’altro, alla presenza delle transenne che costeggiano l’accademia, all’utilizzo misto della ciclabile anche per pedoni e come fermata dell’autobus senza separazione dalla strada, e al pessimo stato in cui versava la ciclabile, piena di buche pericolose che in occasione di pioggia si allagavano, rendendola inutilizzabile.
Bene: dopo un po’, è partito il rifacimento dell’asfalto della strada e della ciclabile. Se non altro il problema delle buche è risolto: vedremo per gli altri!
…e mi sono divertito un fracco.
Al di là di casini, incomprensioni eccetera, è stata un vacanza particolarmente rilassante, in cui abbiamo alternato momenti di tranquillità a casa (giocando a ogni gioco di società e di carte conosciuto e sconosciuto) e in piscina con visite tattiche alle destinazioni vicine (Ascoli Piceno, Fermo, i Monti Sibillini, Norcia…). E che dire delle mitiche mangiate, sia in casa che fuori casa? Adesso che sono tornato a Serramazzoni dovrò mettermi a correre per rimettermi un po’ in forma.
In ogni caso, troverete ampiamente documentate le due settimane marchigiane su questo sito, con foto & video dei momenti migliori!
Il viaggio è andato bene, anche al ritorno, solo dieci minuti di coda per fortuna (ci siamo alzati alle 5…). Anche se continuo a mantenere il mio odio profondo per i simpaticoni che in autostrada pensano di poter fare quello che vogliono, spesso mettendo a repentaglio la vita degli altri per sfizio. Purtroppo non sono pochi, come si legge in questi giorni sui giornali…
Mi sto quasi abituando a scrivere sul blog da cellulare.
Qui tutto ok, siamo arrivati sabato e la casa è molto bella, in mezzo alla campagna, circondata da campi e da colline piene di girasoli.
Stiamo sopravvivendo in 8 sotto un tetto, di cui 5 donne! Ci rilassiamo in casa o in piscina, o usciamo girando per paesini o città vicine con l’aiuto dell’antenna gps che mi è stata regalata per la laurea e del mio cellulare.
Insomma, per ora tutto bene! Al prossimo aggiornamento.
Sono tornato da Londra! È stato un super viaggio, insieme a Cisco, in cinque giorni abbiamo visto molte cose interessanti e ci siamo divertiti. Troverete tutto nelle foto.
Poche ore di relax e cambio valigia per poi ripartire per le Marche, dove, dopo un viaggio mattiniero in autostrada evitando le code, siamo arrivati a Falconara e domani ripartiremo per Servigliano.
A presto per altri aggiornamenti live da cellulare!
Ore 9:00. Arrivo in stazione, faccio il biglietto, purtroppo l’abbonamento mi è finito il mese scorso e per qualche giorno di certo non lo rinnovo. Il treno delle 9:05 è un po’ in ritardo, pazienza, farò in modo di arrivare alla verbalizzazione di un’idoneità su libretto che dovrei fare alle ore 10 a Bologna. Decido comunque di prendere il regionale invece dell’Intercity in ritardo che sta partendo. Non mi va di spendere qualche euro per il supplemento Intercity: dopotutto sono in anticipo, faccio in tempo.
Ore 9:05. Parte l’Intercity. Automaticamente il ritardo del regionale viene aumentato a 20 minuti. Pazienza, sono in orario, faccio ancora in tempo.
Ore 9:20. Ancora nessun segno del regionale. In compenso cambiano binario d’arrivo. Pazienza, mi sposto di là, per qualche minuto faccio ancora in tempo.
Ore 9:30. Arriva il regionale, probabilmente inghiottito in qualche fenomeno spaziotemporale in quanto il ritardo indicato rimane comunque 20 minuti. Faccio per salire: mi aspetto le prime due carrozze chiuse (senza motivo) come spesso accade, e invece no, che fortuna, hanno solo tutte le porte bloccate o rotte tranne una. Pazienza, vado allo scompartimento dopo, che è parecchio strano, intercity riconvertito in qualche modo a regionale, con apertura ipermanuale della porta che richiede una certa forza bruta e diversi minuti. Salgo, trovo addiritura un posto: mi siedo. Potrei ancora essere in tempo.
Ore 9:35. Il regionale è ancora lì, sul binario, stesso ritardo segnato, nessuna comunicazione. Temo che Trenitalia non vincerà molti premi per le relazioni con i clienti. Attendiamo invano. Ascolto un po’ di musica e leggo il giornale: mi sa che non ce la faccio ad arrivare in tempo.
Ore 9:40. Arrivano sulla banchina due paramedici del 118, alcuni tecnici con un piccone (non so a che pro) e passa polizia e capotreno. Cosa sarà successo? Niente di che, probabilmente un legittimo malore a un passeggero (date le condizioni del treno, ironizzo tra me e me, eppure chissà…). Ci vorrà solo un attimo a farlo scendere dal treno, sempre che sia sul treno. Ad ogni modo, temo di non essere proprio più in tempo.
Ore 9:50. Niente movimento, nessuna novità. C’è caldo sul treno, apro in qualche modo il finestrino. Mi sa che non sono più in tempo neanche per il quarto d’ora accademico.
Ore 9:55. Il regionale finalmente parte, a rilento. Solita fermata a Castelfranco Emilia e poi dritti verso Bologna. Chissà se sarò ancora in tempo perlomeno per trovare qualcuno alla verbalizzazione?
Ore 10:30. Scendo a Bologna, corro tra la folla verso l’autobus (ho già riportato la bicicletta a Modena) e vado in Facoltà. Riesco a ottenere di verbalizzare lo stesso, in qualche modo, nonostante la prof. avesse già finito le verbalizzazioni.
Adesso. Mi metto a pensare. Per fortuna che ho deciso che la laurea specialistica non la farò a Bologna. Ma è mai possibile che queste cose, nel 2007, succedano ancora in Italia?
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