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LAN party: consigli su due giochi open source

Finalmente ieri sera siamo riusciti a ripristinare un’antica tradizione del nostro gruppo di amici: il LAN party casalingo a casa mia. Con Gabro, Poppi e Jordan (assente giustificato Cisco) ci siamo lanciati su due videogiochi mitici, e tra l’altro open source. Entrambi sono disponibili per Linux, Mac OS, Windows.

Il primo è World of Padman. Basato sul motore di Quake 3, questo divertente sparatutto vi appassionerà se vi è piaciuto il film Small Soldiers. Infatti, quelli che combatteranno non saranno i soliti pompatissimi eroi, bensì pupazzetti miniaturizzati simili a puffi che girano per case, cucine, giardini…con tante modalità di gioco diverse e armi assurde (lo sparapalloncini, le papere assassine ad esempio) il divertimento è assicurato. Potete scaricare liberamente il gioco completo dal sito internet.

Il secondo è Open Transport Tycoon Deluxe (OpenTTD per gli amici). Clone open source dell’originale Transport Tycoon Deluxe, come l’originale in questo gioco dovrete cimentarvi con la creazione e la gestione di reti di trasporto ferroviario, navale, aereo e su strada. Sì, questo gioco crea dipendenza :-) non tanto per la grafica, che è bidimensionale, quanto per le infinite possibilità di costruzione e ottimizzazione della vostra compagnia di trasporti. Installarlo è semplicissimo, basta visitare il sito internet: unico neo, dovrete avere i file originali di Transport Tycoon Deluxe per giocare, anche se è possibile trovare soluzioni spulciando i forum del gioco.

OpenTTD

Kubuntu 7.04 Feisty Fawn: Linux per tutti?

Ogni nuova versione di Ubuntu Linux presenta sempre qualcosa di nuovo, appetitoso. A molti potrebbe sembrare strano, per un sistema operativo open source. Invece non è assolutamente così: da diverso tempo Ubuntu sta diventando sinonimo di qualità, e al tempo stesso di facilità d’uso, ponendosi in competizione con Windows Vista e Mac OS X (e, spesso, superandoli). Personalmente preferisco la versione con l’ambiente KDE, ovvero Kubuntu: ad ogni modo, i gusti sono gusti. E’ il bello del software libero.

Ad ogni modo, Kubuntu 7.04 si installa in fretta e facilmente, sia che siate alla vostra prima esperienza con Linux, sia in caso di aggiornamento da una versione precedente di Kubuntu: il tutto grazie all’updater (ancora in beta ma piuttosto stabile) già presente all’interno del sistema, che rileva in automatico la nuova versione, prepara il sistema di conseguenza e avvia l’aggiornamento. Niente di più semplice! I miglioramenti rispetto alla versione precedente sono diversi, dall’interfaccia grafica alla compatibilità hardware, oltre alle versioni aggiornate di Openoffice, l’ottimo Digikam, nonché i tool come Adept (per la gestione dei pacchetti software) e K3B (per la masterizzazione di CD e DVD, giunto alla versione 1.0).

Forse ci vorrà ancora del tempo, eppure Linux sta lentamente diventando sempre più competitivo rispetto ai sistemi operativi proprietari: Ubuntu incarna alla perfezione l’evoluzione in questione. Speriamo che sempre più persone e organizzazioni capiscano la reale portata dell’open source e lo comincino a usare.

La mia kubuntu bella nuova...

Una giornata in Open Space. Proposte, Ex Fonderie e altro ancora

Che dire di questo sabato?

Open Space Technology. Personalmente credevo fosse una cosa più informale e anche più noiosa. In realtà, dopo averla provata direttamente, devo dire che è stato molto divertente e appassionante. Dopo una fase introduttiva, chiunque poteva fare delle proposte e fissare ora e luogo dell’incontro per discuterne: questo ha portato all’elaborazione condivisa, trasparente e sociale, di proposte nuove, che nessuno dei partecipanti si aspettava ma su cui tutti concordavano.

Conoscere altre persone e punti di vista, al di là delle riunioni partecipative “tradizionali” del Bilancio Partecipativo, su un progetto concreto è stata un’occasione per riflettere su quante idee, esigenze, desideri portiamo dentro di noi. Mi ha fatto molto piacere, inoltre, vedere tanti giovani partecipare, insieme a persone più anziane, e dialogare civilmente senza alcun problema.

La nostra proposta sullo spazio per i giovani ha trovato consensi e si è fusa con altre, creando una nuova proposta ancora più innovativa. Personalmente, i punti su cui puntavo (accessibilità, dinamicità, multimedialità) sono stati incorporati:

  • La fermata della linea Modena-Sassuolo è tecnicamente fattibile e supportata;
  • Gli spazi flessibili e trasparenti sono stati apprezzati;
  • L’accesso internet e la dotazione multimediale è stata inserita in diverse proposte.

Per ultimo, qui trovate la presentazione del mio intervento in formato PDF:

La mia proposta per le Ex-Fonderie

Ecco la mia proposta per la destinazione d’uso delle Ex-Fonderie, nel quadro del progetto partecipativo omonimo lanciato dal Comune di Modena per pensare alla nuova destinazione di questo spazio. Ci si vede all’Open Space più tardi per parlarne!

Credo che uno spazio così ampio sarebbe sprecato con un’unica destinazione d’uso. Il vasto panorama di associazioni culturali, gruppi formali o informali, in particolare di giovani, soffre la mancanza di spazi dove riunirsi ed effettuare le proprie attività. Certo, Modena non ne è completamente priva: la maggioranza delle associazioni però non ha una sede stabile, e le poche disponibili sono spesso utilizzate da una singola associazione per tutta la settimana, limitandone così la possibilità d’uso.
Penso quindi che le Ex Fonderie vadano valorizzate sotto un’altra ottica: non tanto quella di connotarle troppo con un’identità precisa, quanto quella di privilegiarne la funzione civica e sociale, favorendo in questo modo l’accesso di tutti (associazioni, gruppi informali, chiunque sia interessato) e l’elaborazione di proposte culturali e aggregative condivise. Il primo tema è quello dell’accessibilità.
La vicinanza con la stazione ferroviaria potrebbe facilitare l’accesso, magari con vie d’accesso pedonali e ciclabili facilitate e una fermata dedicata dell’ottima linea Modena-Sassuolo, ripensando gli orari dei trasporti in particolare per quanto riguarda un possibile impiego serale e notturno degli stessi.
In secondo luogo, la dinamicità. Attraverso l’utilizzo di pareti e arredamenti mobili, soluzioni già utilizzate da tempo nel nostro paese e a cui lavorano ditte specializzate, gli spazi sarebbero riconfigurabili a piacere, per un concerto quanto per una riunione ad un tavolo, per una mostra quanto per una conferenza o assemblea o per una festa.
La modularità degli spazi, realizzabile anche con separé e pareti trasparenti, permetterebbe la libera fruizione degli stessi per diversi fini: aggregativo, creativo, culturale, musicale, artistico, ricreativo.
Infine, la multimedialità. Ritengo che l’innovazione tecnologica porti un valore aggiunto alle nostre vite, e che debba dunque essere impiegata per avvicinare le persone, non per allontanarle. La copertura wireless (accesso internet senza fili) dell’edificio potrebbe essere un’ottima soluzione, così come la libera fruibilità di punti di accesso ad internet negli spazi: prevederei, inoltre, un sistema di partecipazione online che preveda la possibilità di gestire spazi e tempi, effettuare proposte sugli stessi e sul programma degli eventi. Il tutto potrebbe essere implementando utilizzando software “open source” (come il sistema operativo Linux), contribuendo dunque alla crescita di questo innovativo sistema di sviluppo software collaborativo.
Creare una comunità sia fisica che virtuale, dunque: credo che proprio questo possa contribuire a realizzare quella funzione sociale di cui parlavo in partenza.

Server italiani in ginocchio?

Sarà sicuramente capitato anche a voi in questi giorni: vi collegate a internet, scaricate la posta, visitate un paio di siti…e scoprite che, sempre più spesso, il vostro computer non riesce a trovare siti o server. Secondo Repubblica, la colpa è delle eccessive richieste ai server DNS italiani mandati da una moltitudine di utenti (ovviamente Windows) infettati con virus e simili. Tutti questi piccoli e antipatici programmini effettuano continui tentativi di collegamento, proprio attraverso i server DNS, sovraccaricando la rete e rendendo quindi anche agli utenti non infetti la navigazione quasi impossibile.
Che dire? Il problema dei virus è tutto di Windows e delle evidenti falle nella sicurezza del sistema che soprattutto le prime versioni riportavano…è anche vero che buona parte degli utenti, ignara, clicca su link e allegati per poi infettarsi in autonomia il computer senza saperlo.
Su altri sistemi operativi (vedi Linux) il problema dei virus e di adware/malware/spyware semplicemente non si pone…

Non strumentalizzate il software libero

Linux e tutto il mondo del software libero ha un potenziale enorme, ad oggi sottoutilizzato.
Per questo è opportuno continuare sulla strada della sensibilizzazione, soprattutto nei confronti del mondo della politica.
Eppure, il rischio più grande di tutti sarebbe proprio la strumentalizzazione politica del software libero. Spesso infatti viene associato il concetto di free software ad una certa visione politica, come se Linux fosse “di sinistra” e Windows o Mac OS “di destra” ad esempio. Personalmente non credo che sia così, anzi, credo che un simile modo di ragionare vada scoraggiato e affrontato con i fatti.

Innanzitutto, non va commesso l’errore di identificare il software libero come lo sforzo per realizzare chissà quali utopie ideologiche. L’open source infatti è uno strumento, utilizzabile ed utilizzato da aziende, pubbliche amministrazioni, singoli cittadini: l’alta possibilità di personalizzazione, la stabilità e la sicurezza di questo tipo di software li rendono versatili per ogni impiego. L’open source valorizza le conoscenze informatiche, creando posti di lavoro diffusi in tutti i paesi e non solo in quelli dove vengono prodotti i software cosiddetti “proprietari”, adoperandosi quindi per creare un’economia di mercato in cui concetti come concorrenza, competenza e crescita comune sono considerati valori fondamentali.
Poi, adoperandosi per l’open source una pubblica amministrazione non compie una scelta “di parte”. Anzi, proprio perchè l’open source è di chi lo utilizza, e non di chi lo programma, con una scelta del genere si sostiene la libertà informatica e la concorrenza (ricordo che esistono tantissimi sistemi operativi open source, le cosiddette “distribuzioni”, che possono essere sia Linux che di altri tipi).
Inoltre, sempre più enti locali e nazionali in Italia, in Europa e nel Mondo, indipendentemente dal colore politico, decidono di passare a software libero. Fattore chiave è sicuramente il consistente risparmio nella spesa informatica, tagliando i costi delle licenze software; questa cifra può essere poi reinvestita nella formazione informatica dei funzionari, cosa che con i sistemi operativi proprietari avviene di rado. Oltre all’aspetto puramente economico, un software open source presenta molti altri vantaggi per una pubblica amministrazione, quali appunto la possibilità di personalizzazione (un esempio per tutti è LiMux, una distribuzione di Linux realizzata dal Comune di Monaco in Germania e utilizzata su tutti i computer della municipalità), oltre alla sicurezza nella protezione.

Insomma, così come altri temi importanti per la politica, anche questo dovrebbe riscuotere un consenso bipartisan. Eppure non è così: i distinguo e le prese di posizione che fanno tanto comodo ai politici spesso rischiano di compromettere progetti eccellenti, che gioverebbero tanto ad ogni livello di governo. Speriamo quindi che i pochi segnali positivi di attenzione al mondo open source aumentino e possano sostenere politiche pubbliche in questo senso.

Linux: programmi utili per cominciare

Ecco dunque un nuovo capitolo nella storia della mia transizione a Linux. E’ da quasi un mesetto che su questo computer ho solo Linux e devo dire che le mie aspettative sono state confermate: mi trovo molto bene…
Si prova una sensazione di libertà, oserei dire, che in sistemi operativi proprietari, come Mac OS o Windows, non ho mai provato.

Ci vorrà ancora un po’ prima di prenderci la mano; ad ogni modo, sto cominciando ad individuare diverse soluzioni interessanti, e naturalmente “open”, per personalizzare il sistema.
Senza alcuna pretesa, quindi, ecco una lista compilata dal sottoscritto di alcuni programmi (KDE) utili ma talvolta poco conosciuti, assolutamente in ordine sparso, da installare su Linux. Potrebbe essere un utile punto di partenza per chi, come me, si sta avvicinando al mondo del software libero.
Premetto che la maggioranza di questi li potete trovare ed installare con facilità attraverso il vostro gestore di pacchetti (Adept o Synaptic); io utilizzo Kubuntu, quindi magari se non li trovate grazie a questi strumenti potete comunque scaricarli ed installarli senza grossi problemi. Cominciamo:

  • KMobileTools - configurato a dovere, permette di gestire e sincronizzare il telefono cellulare collegandolo al PC.
  • SuperKaramba - permette di visualizzare su uno dei desktop pannelli informativi di varia natura, configurabili a piacere; io lo sto utilizzando come monitor di sistema ad esempio.
  • Nexuiz, Clanbomber, Frozen-Bubble, Wormux - alcuni dei tanti giochi per Linux, girano bene e sono divertenti :-)
  • DigiKam - software per la gestione delle immagini scattate con fotocamere digitali; si occupa di tutto ed è molto leggero e personalizzabile.
  • Scribus - ottimo programma per l’impaginazione grafica, preciso e versatile.
  • Kontact - integra un client di email, un lettore di fonti RSS, la rubrica, ed altre componenti opzionali come l’agenda elettronica; cosa volere di più?
  • Kopete - client di IM e chat multiprotocollo; mi piace di più di GAIM e funziona bene.
  • Amarok - probabilmente il migliore lettore audio in circolazione. Veloce, con tantissime funzioni utili e personalizzabile a piacimento.
  • K3B - software per la masterizzazione di CD e DVD, ampia compatibilità e versatilità.
  • Yakuake - avete presente la console dei videogiochi come Quake, che appare scorrendo dall’alto quando si preme un tasto? Bene, questo programma permette di accedere a un terminale a scorrimento semplicemente premendo un tasto.
  • Openoffice - suite per ufficio avanzata, con tante funzioni e buona compatibilità con i programmi Microsoft, anche se sarebbe meglio non usare formati proprietari…

Per ora è tutto: magari tra qualche settimana ne sottoporrò degli altri :-)

Infine, ecco qui i miei 4 desktop (dell’ultimo ho fatto due immagini per mostrarvi yakuake in azione), dopo un po’ di personalizzazione. Il principale lo uso per la navigazione dei file, la navigazione di internet, chat/messaging e per i programmi di ufficio e di grafica; il secondo è dedicato a Kontact, quindi email, rubrica eccetera; il terzo al multimedia, quindi Amarok, video, eccetera; l’ultimo al sistema, con un monitor grafico di sistema, strumenti FTP e monitoraggio di programmi vari che girano in background. La barra di KDE, Kicker, è assolutamente personalizzabile (come tutto Linux del resto :-) quindi ci ho aggiunto diverse componenti, tra cui un miniserver web (una specie di versione ridotta di Apache) per la condivisione dei file, un controller per la musica, un programmino che fa scorrere i feed RSS con le notizie come nei telegiornali…dateci un’occhiata!