Su questo blog avete assistito a tanti cambiamenti di idea nel corso degli anni, da parte del sottoscritto. Vi ricorderete che, dopo il fantastico incidente computeristico di settembre, ho deciso di passare a Gnome come Desktop Environment (ambiente grafico di Linux). Avevo riportato anche come il passaggio fosse provvisorio, in attesa di vedere gli sviluppi di KDE 4.
Bene, ho deciso di ritornare a KDE. Nonostante KDE 4, rilasciato pochi giorni fa, sia ancora in stato embrionale, mi è piaciuto: ho deciso quindi di ricominciare ad utilizzare KDE 3/4 invece che Gnome. Per alcuni versi Gnome è migliore; eppure, mentre in KDE si nota una strategia coordinata di sviluppo, in Gnome fatico davvero a trovarla. Quindi, anche se significa aspettare un po’, ovvero la piena funzionalità di KDE 4 e la conversione di diverse applicazioni, sono disponibile a farlo 
Indipendentemente da chi sia la colpa, le oltre 5000 tonnellate di rifiuti che si stanno accumulando sulle strade in Campania sono, come di consueto, la dimostrazione che alcune cose non dovrebbero accadere in un paese civile. E, quindi, torniamo al solito argomento: il nostro è un paese civile? Un paese in cui la camorra può intruffolarsi in giro per gli appalti, con la benevolenza dei politici locali, interessati a sistemare un po’ di persone e a fare affari. Come sottolinea l’ottimo Roberto Saviano. Dunque, che si può fare? Due cose.
La prima, risolvere la situazione di emergenza, ma senza nascondersi dietro un dito, ovvero commissariare enti su enti: quindi avanti con l’esercito, e con tutto ciò che si può fare per riportare la situazione alla normalità, evitando ulteriori rischi sanitari, sociali, e quant’altro.
La seconda, assicurarsi che una cosa del genere non accada più. Cambiando le modalità locali di gestione, assicurando efficienza, efficacia e trasparenza: se questo significa sciogliere degli enti (a proposito: buffo che Mastella non voglia sciogliere il Consiglio Regionale della Campania: lo presiede sua moglie Sandra Lonardo), mandare avanti processi, ben venga. C’è una mentalità da cambiare (ormai mi stanco di scriverlo su questo blog), e naturalmente se questo non succede coloro che ci rimetteranno saranno come di consueto i cittadini.
Un trucchetto comodo: immaginiamo di voler spegnere il computer, ma non subito, bensì dopo un periodo prestabilito. Ad esempio, perché stiamo scaricando un file, oppure perché stiamo effettuando un rendering o una qualche elaborazione.
Nulla di più semplice, con il comando shutdown: apriamo il terminale e digitiamo
sudo shutdown -h xx:xx
Dove xx:xx rappresenta l’orario a cui vogliamo spegnere il computer (ad esempio, 18:30 o 04:00). Confermiamo con enter e digitiamo la nostra password di root: dopo un confortante bip, la nostra Linux box ci avvertirà che il sistema si spegnerà nel giro di un certo numero di minuti. Ora, la cosa fondamentale è non chiudere la finestra del terminale con il timer dentro, perché annulleremmo la procedura.
Allo scadere del tempo, il sistema si spegnerà in modo sicuro, dando le opportune istruzioni ai vari programmi aperti. Facile, no?

Spero che voi tutti abbiate passato un buon capodanno. Io sì, sono stato su alla Piane di Mocogno, a casa di Gabro con un bel po’ di gente: io, l’Anna, Gabro, la Vali, Pedda, Tommy, Jacca e la Stefi.
In questi tre giorni abbiamo fatto un po’ di tutto, tra mangiate e bevute interminabili, slittinate estreme sulla neve, incursioni a feste danzanti più o meno serie e sfide all’ultimo sangue a Briscola, Bang, Munchkin e chi più ne ha più ne metta (escluso Pinnacolo che non mi piace). Sono anche riuscito a trovare un po’ di tempo per studiare, causa esami imminenti. Insomma, come potete vedere dalle fotografie (e da qualche simpatico video su Youtube, disponibile sempre su questo sito) ci samo abbastanza divertiti! 