Scusate il gioco di parole. Insomma, dovremmo socraticamente chiederci che cos’è un partito, e cosa vorremmo che fosse: trasparenza, ricambio, leggerezza, democrazia interna dovrebbero essere all’ordine del giorno, nella nostra visione. La politica come servizio temporaneo per gli altri, e non come carriera.
Mi viene da pensare alle situazioni negli altri paesi: è molto interessante seguire la campagna elettorale americana, le mosse dei partiti e dei candidati. Pensate che, negli USA, l’anno scorso ha suscitato scalpore la proposta di Howard Dean, chairman del Comitato nazionale del Partito Democratico americano, di reclutare 4 funzionari a tempo pieno per ogni Stato (la famosa 50 States Strategy), per seguire le attività di campagna elettorale (organizzazione eventi, fundraising, supporto ai volontari, ecc). Stiamo parlando di Stati, un livello equivalente più o meno alle nostre Regioni! Infatti, al livello locale, di funzionari di partito non ce ne sono, essendo adesso la politica locale americana molto meno “partitizzata” di quella italiana. La gente è eletta, prima passando attraverso primarie, fa il suo lavoro, poi se è brava e ha un seguito e il consenso si ricandida, altrimenti no.
In Italia siamo pieni di funzionari di partito, e cosa sta succedendo per il PD purtroppo lo dimostra: buona parte delle persone che stanno riempiendo le classi dirigenti ha avuto o ha incarichi politici e partitici rilevanti, da parecchio tempo, senza trasparenza né elezione diretta. I politici, si sa, mettono questa cosa in positivo, dicendo che “la grande organizzazione delle primarie è venuta dai funzionari di partito che hanno curato tutto il processo, e quindi nel nuovo partito ci dovranno essere funzionari stipendiati, meno di adesso, ma comunque un certo numero”. Ma come?! E le migliaia di volontari ai seggi? E’ proprio la mentalità vecchia, indipendentemente dall’età anagrafica. In questo senso, le opportunità per voti di scambio e quant’altro si sono centuplicate, con le modalità (assolutamente indirette) di elezione dei segretari comunali nelle grandi città. Tutte persone che, prima o poi, andranno pure messe da qualche parte, secondo la logica della COOP-tazione (di cui parlerò in un prossimo post, avendo letto con interesse il libro di Bernardo Caprotti “Falce e Martello” ed avendo un po’ approfondito il tutto)
E non venitemi a parlare di periodi di transizione: a mio avviso, qui si tratta davvero di una transizione “permanente” di comodo.
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caro stefano sono perfettamente d’accordo su tutti i tuoi commenti.
infatti c’è il solito problema :si può dire bianco ma poi può essere che sia nero ma forse rosso-nero ….ilmilan ha vinto 1-0 contro il campobasso che gioca in serie D in giappone!
è cosi che va in italia!pensa che per la strage di piazza fontana hanno impiegato 35 anni per assolvere tutti (rai educational su rai tre ieri).
fa piacere constatare che dei giovani in gamba si occupino della politica.
cordialmente m.g. 56 primavere
Caro Michele,
ti ringrazio per il commento. Sono d’accordo con te, però purtroppo continuo a pensare che se è così che va in Italia, o va cambiata l’Italia, oppure ci spostiamo noi!