Un pezzo lungo e noioso sui costi della politica non ve lo scampate
Considero l’attuale dibattito sui costi della politica da un punto di vista giusto, ma da un altro spesso demagogico. Giusto, perché quando si chiedono sacrifici ai cittadini, non effettuarne per i politici è davvero una perdita di credibilità. E perché, in Italia, certi tipi di costi della politica non sono più giustificabili. Demagogico, perché come al solito il dibattito politico si concentra sulle piccole cose e, generalizzando, pensa di risolvere il problema.
Ma che cos’è un costo della politica? Io credo che un conto siano i costi delle amministrazioni pubbliche, un altro ancora quello degli amministratori pubblici, ed infine, una categoria a parte sono i costi della politica dei partiti. I costi delle amministrazioni pubbliche andrebbero controllati secondo criteri di efficacia ed efficienza, e su questo siamo d’accordo (anche se in Italia abbiamo ancora tanta strada da fare). E i costi degli amministratori pubblici? Devono essere giustamente pagati, ma il fatto di diventare amministratore pubblico non deve essere inteso come un privilegio, bensì come un servizio al paese. Quindi, una volta scaduto il mandato, si torna a lavorare, o perlomeno a fare quanto si faceva prima!
Altro discorso sono i costi della politica dei partiti, dove osserviamo, a fronte di uno svuotamento progressivo degli stessi, al perdurare di vecchi modi di organizzazione della politica per cui i “funzionari” stipendiati si aspettano di essere “sistemati” da qualche parte grazie ai partiti stessi (con i conseguenti dubbi in termini di professionalità da una parte e consenso popolare dall’altro per le nomine o le candidature), non esistendo aspettativa per i funzionari come invece succede per gli amministratori e i sindacalisti. Non credo neanche che sia una soluzione, l’aspettativa per i funzionari di partito: porterebbe a ingigantire strutture che invece vanno ulteriormente snellite. Ci sono spese per ruoli intorno alla politica (segretari, consulenti, spin-doctor, esperti di comunicazione) che vanno giustamente sostenute: mi chiedo solo se sia ancora il caso di continuare a stipendiare anche i funzionari di partito, a partire dal futuro Partito Democratico. Non parliamo tanto di partito “leggero”?
Sono contento, invece, che in Finanziaria si sia trovato un compromesso sul tema delle Circoscrizioni. Saranno attivabili solo nei comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti e obbligatorie nei comuni superiori a 250.000 abitanti. Modena, quindi, le potrà mantenere.
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