Cronache dai regionali Trenitalia

Ore 9:00. Arrivo in stazione, faccio il biglietto, purtroppo l’abbonamento mi è finito il mese scorso e per qualche giorno di certo non lo rinnovo. Il treno delle 9:05 è un po’ in ritardo, pazienza, farò in modo di arrivare alla verbalizzazione di un’idoneità su libretto che dovrei fare alle ore 10 a Bologna. Decido comunque di prendere il regionale invece dell’Intercity in ritardo che sta partendo. Non mi va di spendere qualche euro per il supplemento Intercity: dopotutto sono in anticipo, faccio in tempo.

Ore 9:05. Parte l’Intercity. Automaticamente il ritardo del regionale viene aumentato a 20 minuti. Pazienza, sono in orario, faccio ancora in tempo.

Ore 9:20. Ancora nessun segno del regionale. In compenso cambiano binario d’arrivo. Pazienza, mi sposto di là, per qualche minuto faccio ancora in tempo.

Ore 9:30. Arriva il regionale, probabilmente inghiottito in qualche fenomeno spaziotemporale in quanto il ritardo indicato rimane comunque 20 minuti. Faccio per salire: mi aspetto le prime due carrozze chiuse (senza motivo) come spesso accade, e invece no, che fortuna, hanno solo tutte le porte bloccate o rotte tranne una. Pazienza, vado allo scompartimento dopo, che è parecchio strano, intercity riconvertito in qualche modo a regionale, con apertura ipermanuale della porta che richiede una certa forza bruta e diversi minuti. Salgo, trovo addiritura un posto: mi siedo. Potrei ancora essere in tempo.

Ore 9:35. Il regionale è ancora lì, sul binario, stesso ritardo segnato, nessuna comunicazione. Temo che Trenitalia non vincerà molti premi per le relazioni con i clienti. Attendiamo invano. Ascolto un po’ di musica e leggo il giornale: mi sa che non ce la faccio ad arrivare in tempo.

Ore 9:40. Arrivano sulla banchina due paramedici del 118, alcuni tecnici con un piccone (non so a che pro) e passa polizia e capotreno. Cosa sarà successo? Niente di che, probabilmente un legittimo malore a un passeggero (date le condizioni del treno, ironizzo tra me e me, eppure chissà…). Ci vorrà solo un attimo a farlo scendere dal treno, sempre che sia sul treno. Ad ogni modo, temo di non essere proprio più in tempo.

Ore 9:50. Niente movimento, nessuna novità. C’è caldo sul treno, apro in qualche modo il finestrino. Mi sa che non sono più in tempo neanche per il quarto d’ora accademico.

Ore 9:55. Il regionale finalmente parte, a rilento. Solita fermata a Castelfranco Emilia e poi dritti verso Bologna. Chissà se sarò ancora in tempo perlomeno per trovare qualcuno alla verbalizzazione?

Ore 10:30. Scendo a Bologna, corro tra la folla verso l’autobus (ho già riportato la bicicletta a Modena) e vado in Facoltà. Riesco a ottenere di verbalizzare lo stesso, in qualche modo, nonostante la prof. avesse già finito le verbalizzazioni.

Adesso. Mi metto a pensare. Per fortuna che ho deciso che la laurea specialistica non la farò a Bologna. Ma è mai possibile che queste cose, nel 2007, succedano ancora in Italia?

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