Archivio per Maggio, 2007

Elezioni locali e rilevanza nazionale

Domenica e lunedi ci sono state le elezioni amministrative in giro per l’Italia, per rinnovare gli organismi elettivi di diversi Comuni e Amministrazioni Provinciali. Ora, al di là del risultato, ogni volta che ci sono le elezioni amministrative in Italia sembra sempre che queste siano fatte unicamente per giudicare il governo nazionale. Mi permetto di dissentire da questa visione strumentale delle elezioni locali.

Mi spiego. Sicuramente il giudizio sull’operato del governo nazionale può esserci, in particolar modo nelle città medio-grandi; ma mi pare davvero riduttivo pensare che la gente elegga i propri rappresentanti locali esclusivamente in base a come i propri rappresentanti a livello nazionale hanno governato. Sarebbe un comportamento quantomeno irrispettoso nei confronti di loro stessi, che dovrebbero invece giudicare soprattutto il governo dei propri territori, che può essere un riflesso di quello nazionale ma è comunque declinato su scala locale.

La visione prevalente che ci viene proposta dai media a livello nazionale, invece, mi sembra un po’ ingenua e offensiva nei confronti di chi opera quotidianamente nelle amministrazioni locali per governare insieme alle proprie comunità.

30 e lode!

Soltanto un rapido aggiornamento sulla mia situazione universitaria. Ho dato il penultimo esame due ore fa con un 30 e lode. Adesso manca soltanto l’ultimo, la settimana prossima, e poi ho finito!

Per la tesi(na), invece, sono a due terzi del lavoro. Quindi tra un paio di settimane, se tutto va come deve andare, dovrei avere effettivamente terminato tutto ciò che riguarda la mia laurea triennale. Laurea a parte: ancora non si sa se ci sarà la discussione della tesi o la proclamazione (pensate che si era anche parlato di spedirci direttamente a casa i diplomi), ad ogni modo dovrebbe essere tra il 23 e il 27 luglio.

E poi…la specialistica a settembre. Ma prima, vacanze!

Chiusura estiva Tempo Rock

Dunque. Sicuramente sabato sera alla chiusura del Tempo mi sono divertito, con l’Anna, la Barbara, la Lu e Cisco. Va detto, però, che la situazione non era delle più tranquille!

Effettivamente fare uno schiuma party per l’ultimo giorno di apertura di una discoteca, beh, è naturale che venga parecchia gente. Però, oltre a questo, aggiungere anche tre band che suonano fino a tardi e uno student party per i ragazzi delle superiori, secondo me non è stata una mossa intelligente.
Erano aperte soltanto tre sale, quella centrale con musica rock e le due laterali, una anni 70/80/90 e l’altra metal. Ovviamente lo schiuma party era in quella centrale: a differenza dell’ultima volta, però, c’era così tanta gente che si rischiava di soffocare sotto la spinta della folla. Ci siamo quindi ripiegati sulla saletta 70/80/90 che ci ha garantito buona musica e un minimo di aria per respirare.

Insomma, è stata tutto sommato una serata piacevole, però  la prossima volta che andremo a uno schiuma party verificheremo prima che non sia la festa di chiusura, per evitare situazioni di emergenza come questa :-

Comincia il caldo

C’è troppo caldo.

Lo so, lo so, è solo l’inizio dell’estate. Probabilmente dopo sarà anche peggio. Però io il caldo eccessivo non lo sopporto, soprattutto dalla mattina, quando ti alzi con già una certa temperatura in città. Certo, potrei svegliarmi prima che c’è almeno un po’ di fresco, se non fosse che il caldo fino a sera impone i momenti di ritrovo con gli amici ad ore tarde, in cui perlomeno si riesce a respirare. A parte ieri sera, con la folle corsa alla ricerca del telecomando del condizionatore con Cisco.

L’aria condizionata. Devo dire che è comoda, la riesco a sopportare per brevi momenti. Però mi da fastidio per due motivi: il primo, che una volta che esci da casa, in cui la temperatura raggiunge livelli siberiani, lo sbalzo termico con l’esterno di certo non ti fa bene; il secondo, che con tutti i condizionatori accesi in città ci sono diversi gradi in più a causa dei motori degli stessi sempre in funzione, con i conseguenti problemi di inquinamento termico e acustico in casa.

La casa. Adesso c’è sempre caldo qui, non so cosa dire. Sarà per i muri che trattengono il calore, sarà che l’attico all’ultimo piano d’estate è caldo e d’inverno è freddo, sarà il centro che è molto più caldo della periferia…tutto questo mi fa venire una gran voglia di trasferirmi.

In effetti, per studiare per gli ultimi esami, mi sa che mi trasferisco temporaneamente a Serramazzoni per qualche giorno. Magari mi porto solo il portatile vecchio, così posso al massimo guardarci la posta o navigare su internet; e il massimo dello svago sarà rasare l’erba in giardino. Al fresco!

Cronache dai regionali Trenitalia

Ore 9:00. Arrivo in stazione, faccio il biglietto, purtroppo l’abbonamento mi è finito il mese scorso e per qualche giorno di certo non lo rinnovo. Il treno delle 9:05 è un po’ in ritardo, pazienza, farò in modo di arrivare alla verbalizzazione di un’idoneità su libretto che dovrei fare alle ore 10 a Bologna. Decido comunque di prendere il regionale invece dell’Intercity in ritardo che sta partendo. Non mi va di spendere qualche euro per il supplemento Intercity: dopotutto sono in anticipo, faccio in tempo.

Ore 9:05. Parte l’Intercity. Automaticamente il ritardo del regionale viene aumentato a 20 minuti. Pazienza, sono in orario, faccio ancora in tempo.

Ore 9:20. Ancora nessun segno del regionale. In compenso cambiano binario d’arrivo. Pazienza, mi sposto di là, per qualche minuto faccio ancora in tempo.

Ore 9:30. Arriva il regionale, probabilmente inghiottito in qualche fenomeno spaziotemporale in quanto il ritardo indicato rimane comunque 20 minuti. Faccio per salire: mi aspetto le prime due carrozze chiuse (senza motivo) come spesso accade, e invece no, che fortuna, hanno solo tutte le porte bloccate o rotte tranne una. Pazienza, vado allo scompartimento dopo, che è parecchio strano, intercity riconvertito in qualche modo a regionale, con apertura ipermanuale della porta che richiede una certa forza bruta e diversi minuti. Salgo, trovo addiritura un posto: mi siedo. Potrei ancora essere in tempo.

Ore 9:35. Il regionale è ancora lì, sul binario, stesso ritardo segnato, nessuna comunicazione. Temo che Trenitalia non vincerà molti premi per le relazioni con i clienti. Attendiamo invano. Ascolto un po’ di musica e leggo il giornale: mi sa che non ce la faccio ad arrivare in tempo.

Ore 9:40. Arrivano sulla banchina due paramedici del 118, alcuni tecnici con un piccone (non so a che pro) e passa polizia e capotreno. Cosa sarà successo? Niente di che, probabilmente un legittimo malore a un passeggero (date le condizioni del treno, ironizzo tra me e me, eppure chissà…). Ci vorrà solo un attimo a farlo scendere dal treno, sempre che sia sul treno. Ad ogni modo, temo di non essere proprio più in tempo.

Ore 9:50. Niente movimento, nessuna novità. C’è caldo sul treno, apro in qualche modo il finestrino. Mi sa che non sono più in tempo neanche per il quarto d’ora accademico.

Ore 9:55. Il regionale finalmente parte, a rilento. Solita fermata a Castelfranco Emilia e poi dritti verso Bologna. Chissà se sarò ancora in tempo perlomeno per trovare qualcuno alla verbalizzazione?

Ore 10:30. Scendo a Bologna, corro tra la folla verso l’autobus (ho già riportato la bicicletta a Modena) e vado in Facoltà. Riesco a ottenere di verbalizzare lo stesso, in qualche modo, nonostante la prof. avesse già finito le verbalizzazioni.

Adesso. Mi metto a pensare. Per fortuna che ho deciso che la laurea specialistica non la farò a Bologna. Ma è mai possibile che queste cose, nel 2007, succedano ancora in Italia?

Libertà di manifestare?

Libertà. Parola piena di significati. Soprattutto in questi giorni di manifestazioni pro/contro DICO, pro/contro diritti, pro/contro doveri. E anche pro/contro idee ed ideologie.

Da una parte, chi è convinto di portare la verità, e chi lo segue, di cui la stragrande maggioranza è ancora convinto che chi interpreta la verità in realtà sia infallibile. Il cattolicesimo e le sue ingerenze nella sfera politica. La militarizzazione di associazioni, propria del nostro paese e ricorrente su ogni tema, in questo caso la famiglia cattolica: ed ecco attacchi e nuove polemiche.

Dall’altra parte, qualcun altro che è convinto di portare la verità contro l’oscurantismo. E, a sua volta, porta un’ideologia antagonista all’altra. Un’idea di laicità che a volte sconfina nell’ateismo delle istituzioni. Un anticlericalismo che, come l’antiberlusconismo, rischia di fare più male che bene a chi lo sostiene.

E così, cominciano le gare su chi ha più partecipanti, nei due cortei, e sugli slogan più cattivi. Come al solito, l’Italia spaccata in due per colpa di qualche elite che gioca a contarsi con i manifestanti in piazza. Che tristezza.

Eppure, un’idea di laicità alla francese non mi pare così impossibile. Non significa ateismo di Stato, nè avere uno Stato confessionale: intendo invece un’equidistanza da tutti, atei, agnostici e credenti. Una condivisione etica delle regole di fondo, seguita da un sano e liberale diritto di scelta delle persone sulle questioni legate alla propria sfera dei diritti individuali. Ma è davvero così difficile da costruire in Italia? O, come al solito, non è praticabile perché andrebbe a intaccare potenti gruppi di interesse da ambo le parti? Parlavo di libertà: e allora, cosa significa essere davvero liberi in questo scenario?

LAN party: consigli su due giochi open source

Finalmente ieri sera siamo riusciti a ripristinare un’antica tradizione del nostro gruppo di amici: il LAN party casalingo a casa mia. Con Gabro, Poppi e Jordan (assente giustificato Cisco) ci siamo lanciati su due videogiochi mitici, e tra l’altro open source. Entrambi sono disponibili per Linux, Mac OS, Windows.

Il primo è World of Padman. Basato sul motore di Quake 3, questo divertente sparatutto vi appassionerà se vi è piaciuto il film Small Soldiers. Infatti, quelli che combatteranno non saranno i soliti pompatissimi eroi, bensì pupazzetti miniaturizzati simili a puffi che girano per case, cucine, giardini…con tante modalità di gioco diverse e armi assurde (lo sparapalloncini, le papere assassine ad esempio) il divertimento è assicurato. Potete scaricare liberamente il gioco completo dal sito internet.

Il secondo è Open Transport Tycoon Deluxe (OpenTTD per gli amici). Clone open source dell’originale Transport Tycoon Deluxe, come l’originale in questo gioco dovrete cimentarvi con la creazione e la gestione di reti di trasporto ferroviario, navale, aereo e su strada. Sì, questo gioco crea dipendenza :-) non tanto per la grafica, che è bidimensionale, quanto per le infinite possibilità di costruzione e ottimizzazione della vostra compagnia di trasporti. Installarlo è semplicissimo, basta visitare il sito internet: unico neo, dovrete avere i file originali di Transport Tycoon Deluxe per giocare, anche se è possibile trovare soluzioni spulciando i forum del gioco.

OpenTTD