Il Presidente della Repubblica Napolitano ha dunque deciso di rinviare il Governo Prodi alle camere, per verificare la maggioranza parlamentare. Io capisco e condivido quanto espresso da Napolitano. Eppure, temo che i tentativi dell’Unione di allargare la maggioranza siano più nocivi che altro. Francesco suggerisce alcune chiavi di lettura a riguardo, mi permetto di aggiungere alcune osservazioni.
Primo punto: leggi elettorali e numeri. Non si può pensare di continuare così a lungo: al di là del voto sulla politica estera, molte altre occasioni possono diventare un terreno di scontro all’interno della maggioranza, con una differenza così esigua di senatori tra le due coalizioni. Nessuna delle due, devo dire, si comporta in modo costruttivo, a partire dal tema della legge elettorale. L’attuale, infatti, è assurda, e anche i referendum possono contribuire solo in piccola parte a modificarla. Se le difficoltà continuano, è opportuno procedere subito alla modifica dell’attuale legge, se serve anche con un governo tecnico, perseguendo un’ampia maggioranza, per prevenire ulteriori momenti di difficoltà in prossime eventuali legislature anticipate.
Secondo punto: who gets what and when? Mi spiego. Fare entrare nuovi partiti e nuovi parlamentari in una coalizione significa dover distribuire incarichi e risorse. Soprattutto nel nostro paese, dove le coalizioni allargate sono ormai una triste consuetudine. Il centrosinistra è sicuro di voler procedere su questa strada, che ormai appare sempre di più una necessità?
Terzo punto: semplificare e unire. I progetti del Partito Democratico e del Partito dei Moderati devono continuare sulla loro strada, per giungere il prima possibile (il traguardo del 2009 sembra realistico) a diventare veri e propri partiti e non semplici aggregazioni elettorali. Naturalmente, di pari passo con un’evoluzione della legge elettorale che favoriscano l’aggregazione delle forme partitiche. Altrimenti, continueremo con questo multipartitismo estremo, in cui a perderci sono i cittadini.
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