Sui giornali di domenica scorsa, complice un comunicato stampa del Comune, in alcuni trafiletti sulla ricerca riguardante la partecipazione giovanile e studentesca in città e in provincia, mi è capitato di trovare alcune inesattezze rispetto a quanto ho avuto modo di leggere nella ricerca in questione, peraltro molto interessante.
Il pezzo in questione infatti sottolinea come i giovani modenesi conoscerebbero “la Consulta Provinciale degli Studenti e il Consiglio di Istituto” delle rispettive scuole: peccato che, in base ai risultati della ricerca citata, solo i tre quinti del totale degli studenti campione (poco meno di 1500 ragazzi) sappiano cos’è il Consiglio d’Istituto delle loro scuole, meno della metà degli studenti sappiano cos’è la Consulta Provinciale degli Studenti, e addirittura solo il 13% sa che è un organo istituito direttamente dal Ministero all’Istruzione!
Ci sono altri dati interessanti in questa ricerca, e la questione centrale sembra legata alla mancanza d’informazione e di comunicazione verso gli studenti, ma soprattutto tra gli studenti. Gli organi di rappresentanza giovanile e studentesca, infatti, sembrano avere meno efficacia rispetto al passato nel coinvolgimento attivo di altri giovani, che tra l’altro partecipano già con successo all’interno di forme associative di volontariato, sportive, culturali in città e in provincia.
In occasione delle celebrazioni in corso per l’anniversario della dichiarazione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, verranno proposte diverse attività, sicuramente giuste e condivisibili, per coltivare il senso delle istituzioni, del confronto reciproco, della cultura democratica e della rappresentanza; ritengo inoltre prioritario lavorare su una maggiore integrazione e collaborazione tra gli attuali enti che si occupano di giovani e studenti, soprattutto quelli in cui sono presenti direttamente giovani (penso alle consulte, alle associazioni…), e al tempo stesso proporre una maggiore apertura rispetto a chi, pur interessato a partecipare ad iniziative ed attività, non è già all’interno di associazioni o movimenti, per garantire a tutti il medesimo accesso agli strumenti di partecipazione giovanile, indipendentemente da appartenenze ed opinioni.
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