Archivio per Ottobre, 2006

Non strumentalizzate il software libero

Linux e tutto il mondo del software libero ha un potenziale enorme, ad oggi sottoutilizzato.
Per questo è opportuno continuare sulla strada della sensibilizzazione, soprattutto nei confronti del mondo della politica.
Eppure, il rischio più grande di tutti sarebbe proprio la strumentalizzazione politica del software libero. Spesso infatti viene associato il concetto di free software ad una certa visione politica, come se Linux fosse “di sinistra” e Windows o Mac OS “di destra” ad esempio. Personalmente non credo che sia così, anzi, credo che un simile modo di ragionare vada scoraggiato e affrontato con i fatti.

Innanzitutto, non va commesso l’errore di identificare il software libero come lo sforzo per realizzare chissà quali utopie ideologiche. L’open source infatti è uno strumento, utilizzabile ed utilizzato da aziende, pubbliche amministrazioni, singoli cittadini: l’alta possibilità di personalizzazione, la stabilità e la sicurezza di questo tipo di software li rendono versatili per ogni impiego. L’open source valorizza le conoscenze informatiche, creando posti di lavoro diffusi in tutti i paesi e non solo in quelli dove vengono prodotti i software cosiddetti “proprietari”, adoperandosi quindi per creare un’economia di mercato in cui concetti come concorrenza, competenza e crescita comune sono considerati valori fondamentali.
Poi, adoperandosi per l’open source una pubblica amministrazione non compie una scelta “di parte”. Anzi, proprio perchè l’open source è di chi lo utilizza, e non di chi lo programma, con una scelta del genere si sostiene la libertà informatica e la concorrenza (ricordo che esistono tantissimi sistemi operativi open source, le cosiddette “distribuzioni”, che possono essere sia Linux che di altri tipi).
Inoltre, sempre più enti locali e nazionali in Italia, in Europa e nel Mondo, indipendentemente dal colore politico, decidono di passare a software libero. Fattore chiave è sicuramente il consistente risparmio nella spesa informatica, tagliando i costi delle licenze software; questa cifra può essere poi reinvestita nella formazione informatica dei funzionari, cosa che con i sistemi operativi proprietari avviene di rado. Oltre all’aspetto puramente economico, un software open source presenta molti altri vantaggi per una pubblica amministrazione, quali appunto la possibilità di personalizzazione (un esempio per tutti è LiMux, una distribuzione di Linux realizzata dal Comune di Monaco in Germania e utilizzata su tutti i computer della municipalità), oltre alla sicurezza nella protezione.

Insomma, così come altri temi importanti per la politica, anche questo dovrebbe riscuotere un consenso bipartisan. Eppure non è così: i distinguo e le prese di posizione che fanno tanto comodo ai politici spesso rischiano di compromettere progetti eccellenti, che gioverebbero tanto ad ogni livello di governo. Speriamo quindi che i pochi segnali positivi di attenzione al mondo open source aumentino e possano sostenere politiche pubbliche in questo senso.

Il MEP in Sicilia

Sono tornato ieri dalla XIII Sessione Nazionale del Model European Parliament che si é tenuta in Sicilia. Un occasione, oltre che per partecipare come staff della sessione, anche per visitare questa terra, in cui non ero sono mai stato, nonostante le mie origini…

Eviterò di spiegare nuovamente cos’é il MEP in quanto quei pochi lettori che capitano su questo sito immagino che lo abbiano capito ormai :-) Inizio invece col dire che questo MEP mi ha piacevolmente sorpreso. Mi aspettavo difficoltà organizzative, non tanto per il fatto che fosse in Sicilia; ogni sessione MEP in luoghi con poca esperienza meppina alle spalle è sempre risultata affannosa. Abbiamo effettivamente incontrato qualche difficoltà, come in ogni sessione, eppure queste sono state ampiamente bilanciate dalla straordinaria disponibilità delle persone che abbiamo incontrato e che ci hanno supportato per tutta la durata della stessa. Ancora una volta, ragazze e ragazzi da tutta Italia si sono trovati con un obiettivo comune, quello di parlare di Europa e dei grandi temi che la riguardano, senza rinunciare a divertirsi (vedi le varie occasioni in discoteca e in giro per il villaggio!) e a fare nuove conoscenze. Anche noi come staff non possiamo certo dire di esserci annoiati (un esempio per tutti: gli “art attack” durante i lavori!). Colgo l’occasione per salutare tutti quanti!

Per parlare dei luoghi, invece, nonostante abbia visto tutto sommato poco della Sicilia mi è piaciuta molto. è vero, può essere una terra piena di contraddizioni e contrasti. Eppure, i paesaggi, i colori, le sensazioni sono cose che non si dimenticano facilmente. Tra qualche giorno metterò sul sito le foto in modo che anche voi possiate vedere: vi basterà sapere che il primo giorno abbiamo visto il centro di Palermo, mentre il resto del tempo l’abbiamo passato tra Bagheria e Palermo, ad un villaggio/centro congressi/albergo sulla cima di un promontorio direttamente sul mare.

Per concludere, lo so, potrà essere una cosa ininfluente rispetto a grandi azioni ed avvenimenti: eppure, mentre tornavo in aereo pensavo che anche noi come MEP abbiamo contribuito a fare la nostra parte, per la diffusione di una cultura improntata sulla legalità e sul confronto democratico tra i più giovani. Speriamo di continuare così, tutti quanti.

E il prossimo weekend? Ancora MEP, o perlomeno qualcosa di simile, un’iniziativa realizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale sulla falsariga del MEP a Riccione. Speriamo nel bel tempo che c’è stato a Palermo!

Linux: programmi utili per cominciare

Ecco dunque un nuovo capitolo nella storia della mia transizione a Linux. E’ da quasi un mesetto che su questo computer ho solo Linux e devo dire che le mie aspettative sono state confermate: mi trovo molto bene…
Si prova una sensazione di libertà, oserei dire, che in sistemi operativi proprietari, come Mac OS o Windows, non ho mai provato.

Ci vorrà ancora un po’ prima di prenderci la mano; ad ogni modo, sto cominciando ad individuare diverse soluzioni interessanti, e naturalmente “open”, per personalizzare il sistema.
Senza alcuna pretesa, quindi, ecco una lista compilata dal sottoscritto di alcuni programmi (KDE) utili ma talvolta poco conosciuti, assolutamente in ordine sparso, da installare su Linux. Potrebbe essere un utile punto di partenza per chi, come me, si sta avvicinando al mondo del software libero.
Premetto che la maggioranza di questi li potete trovare ed installare con facilità attraverso il vostro gestore di pacchetti (Adept o Synaptic); io utilizzo Kubuntu, quindi magari se non li trovate grazie a questi strumenti potete comunque scaricarli ed installarli senza grossi problemi. Cominciamo:

  • KMobileTools - configurato a dovere, permette di gestire e sincronizzare il telefono cellulare collegandolo al PC.
  • SuperKaramba - permette di visualizzare su uno dei desktop pannelli informativi di varia natura, configurabili a piacere; io lo sto utilizzando come monitor di sistema ad esempio.
  • Nexuiz, Clanbomber, Frozen-Bubble, Wormux - alcuni dei tanti giochi per Linux, girano bene e sono divertenti :-)
  • DigiKam - software per la gestione delle immagini scattate con fotocamere digitali; si occupa di tutto ed è molto leggero e personalizzabile.
  • Scribus - ottimo programma per l’impaginazione grafica, preciso e versatile.
  • Kontact - integra un client di email, un lettore di fonti RSS, la rubrica, ed altre componenti opzionali come l’agenda elettronica; cosa volere di più?
  • Kopete - client di IM e chat multiprotocollo; mi piace di più di GAIM e funziona bene.
  • Amarok - probabilmente il migliore lettore audio in circolazione. Veloce, con tantissime funzioni utili e personalizzabile a piacimento.
  • K3B - software per la masterizzazione di CD e DVD, ampia compatibilità e versatilità.
  • Yakuake - avete presente la console dei videogiochi come Quake, che appare scorrendo dall’alto quando si preme un tasto? Bene, questo programma permette di accedere a un terminale a scorrimento semplicemente premendo un tasto.
  • Openoffice - suite per ufficio avanzata, con tante funzioni e buona compatibilità con i programmi Microsoft, anche se sarebbe meglio non usare formati proprietari…

Per ora è tutto: magari tra qualche settimana ne sottoporrò degli altri :-)

Infine, ecco qui i miei 4 desktop (dell’ultimo ho fatto due immagini per mostrarvi yakuake in azione), dopo un po’ di personalizzazione. Il principale lo uso per la navigazione dei file, la navigazione di internet, chat/messaging e per i programmi di ufficio e di grafica; il secondo è dedicato a Kontact, quindi email, rubrica eccetera; il terzo al multimedia, quindi Amarok, video, eccetera; l’ultimo al sistema, con un monitor grafico di sistema, strumenti FTP e monitoraggio di programmi vari che girano in background. La barra di KDE, Kicker, è assolutamente personalizzabile (come tutto Linux del resto :-) quindi ci ho aggiunto diverse componenti, tra cui un miniserver web (una specie di versione ridotta di Apache) per la condivisione dei file, un controller per la musica, un programmino che fa scorrere i feed RSS con le notizie come nei telegiornali…dateci un’occhiata!