Ma dove va l’università italiana?
Disorganizzazione, disinformazione, ritardi: questi sono solo alcune delle possibili novità per chi si avvicina adesso al mondo universitario. Io, al terzo anno, credevo ormai di avere visto tutto. E invece…
Sicuramente la situazione varia da ateneo ad ateneo: fatto sta che a Scienze Politiche a Bologna, ricorda vagamente l’armageddon.
Facciamo un esempio concreto: il mio. Al terzo anno, in questo semestre avrei solo due corsi da seguire. Al di là del fatto che gli orari sono usciti tardi e dopo svariati problemi, il bello è che gli stessi si sovrappongono parzialmente! Per due corsi: incredibile. E naturalmente, dal momento che ancora non riesco a sdoppiarmi, si pone un problema in termini di frequenza ai corsi, che dovrebbe essere un diritto di tutti gli studenti.
Inoltre, non è ancora uscito il programma per nessuno dei corsi che devo frequentare; come è possibile scegliere in caso di corsi opzionali se non si sa neanche di cosa trattano?
Per contro, in base a quanto posso vedere, a Modena la situazione sembra leggermente migliore. Sarà magari che con un numero minore di studenti ci si riesce ad organizzare meglio: eppure, è proprio con i grandi numeri di Bologna che si dovrebbe pianificare per tempo tutte le attività, per evitare questi inconvenienti!
Sono sempre più convinto, anche per questi motivi, di venire a fare la Laurea Specialistica a Modena l’anno prossimo.
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