Domani rientro in Italia da Bruxelles. Sicuramente è stato uno stage interessante, e anche la settimana qui in presenza mi ha permesso di conoscere nuove esperienze ed aprire nuovi orizzonti…
Riporto di seguito il riassunto del progetto di ricerca che ho elaborato, direttamente dal centro studi (conto di ultimare il progetto di ricerca vero e proprio entro qualche settimana):
Il progetto di ricerca si occupa di governance europea delle città, nella prospettiva dell’Europa a 25; il metodo utilizzato è stato trasversale, con una visione d’insieme organizzata su alcuni temi salienti, accompagnati da approfondimenti specifici e da studio di casi su realtà locali.
L’obiettivo finale della ricerca è stato quello di studiare le nuove dinamiche urbane europee, con particolare riferimento alla governance dei processi, per produrre un testo fruibile da chiunque sia interessato a questi temi.
La prima parte tratta la realtà delle città in Europa; passando attraverso le prospettive storiche e politiche, si sofferma sul ruolo europeo delle città, sui programmi europei e sulle opportunità comunitarie per i governi locali.
La seconda parte approfondisce i temi dedicati alla transizione dalle istituzioni tradizionali del governo delle città alle nuove possibilità offerte dai sistemi di governance urbana, individuando gli strumenti, gli attori, e i nuovi metodi di governance inclusivi.
L’ultima parte, infine, è dedicata in maniera particolare all’applicazione delle innovazioni tecnologiche alla governance della città, dai nuovi sistemi informatici open source per le pubbliche amministrazioni ai nuovi orizzonti aperti dall’eGovernment e dall’eDemocracy.
Sono partito sabato scorso leggendo un libro dedicato ai controlli e alla valutazione, convinto che probabilmente nel mio futuro lavorativo (se avrò un futuro lavorativo a breve termine) ci sarebbe stato qualcosa legato a questo, agli aspetti tecnici ed amministrativi della politica, come avevo scritto su questo blog prima di partire.
Invece, dopo una settimana a Bruxelles, mi sono convinto del contrario.
Sono ancora abbastanza deciso per quanto riguarda la mia sfiducia nella politica italiana in generale; sono però più fiducioso, per quanto ho avuto modo di conoscere e studiare in questa settimana “europea”. Visitando i centri d’informazione, incontrando persone che lavorano in diversi campi per l’Europa, conoscendo di persona le tante attività che sono fatte a livello europeo, con l’unico obiettivo di lavorare per il bene di una comunità, anzi di tante comunità.
Magari esagero; eppure, credo che forse una politica che mira al bene della collettività in maniera trasparente e condivisa esista ancora. Soprattutto ai livelli locali, dove è più facile parlare con le persone e capire desideri e valutare le priorità, in molte parti d’Europa viene già praticata con successo, al di là di interessi politico-partitici, e, in qualche modo, questa idea viene applicata anche alla governance dell’Unione Europea.
Cosa aspettiamo noi in Italia?