Risultato elettorale

Il risultato delle elezioni, salvo sorprese dal conteggio delle schede contestate, è ormai definitivo…
Inizio dicendo una cosa: la vittoria, stando alle urne, è dell’Unione e di Romano Prodi. In democrazia basta avere un voto in pi per vincere; Silvio Berlusconi, quando parla di “paese diviso”, non dovrebbe quindi sorprendersi. Per dirla alla Bogart, “è il bipolarismo, bellezza”. Anche se per pochi voti.
Altro discorso per quanto riguarda la governabilità: è vero, i precedenti in Europa e nel mondo ci mostrano come sia possibile vincere e governare con pochi seggi di differenza; è anche vero che siamo in Italia, repubblica parlamentare sui generis, dove con maggioranze ben pi ampie si sfiorano e si affrontano crisi di governo. Inoltre, la presenza dei senatori a vita rende il tutto ancora pi difficile da prevedere.

Riuscirà quindi Romano Prodi a governare? Non è domanda facile; sono una persona ottimista, e credo che il lavoro compiuto prima del voto nell’Unione e l’esperienza di Prodi rendano il compito un po’ meno complicato. Va detto che, su alcuni temi caldi, il nuovo governo dovrà subito esprimersi: in politica estera, ad esempio, con le questioni irachene ed iraniane.

E se, per qualche motivo, il governo fosse in difficoltà. Il ritorno alle urne in novembre, come molti giornali riportano, rischierebbe di essere controproducente. Eppure, escludendo l’ipotesi di una grande coalizione, sarebbe l’unica alternativa, in una ipotetica situazione di crisi. Credo che in questo caso, bisognerebbe ritornare al voto con spirito costruttivo, approvando in qualche modo una riforma elettorale condivisa, e al tempo stesso portando avanti un processo unitario (partito democratico da una parte e dei moderati dall’altra) nei due poli.

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