Enti locali, giovani, politica.

Riporto la sintesi del mio intervento al gruppo di lavoro “Avvicinare i giovani alla politica: il ruolo delle Istituzioni” nel convegno “Enti locali, giovani, politica” organizzato dal centro studi Encyclopaideia.

Illustrerò brevemente i percorsi di partecipazione giovanile attuati a Modena e quelli che stanno per essere attuati, dal punto di vista di un giovane che allo stesso tempo è all’interno di un’amministrazione.

Innanzitutto, solitamente divido la partecipazione giovanile in quattro tipi: istituzionale, politica/partitica, associativa/di volontariato/sportiva, scolastica/universitaria. Questa divisione di massima serve semplicemente ad orientarsi, e ci sottolinea una caratteristica importante: nelle nostre città i giovani partecipano in maniera frammentata, in diverse realtà che spesso non dialogano tra loro. Questo è un problema: gli sforzi sostenuti in un tipo di partecipazione possono esser vanificati, se questa non è in grado di “fare sistema” con le altre.
A mio parere, quindi, un primo fondamentale compito degli enti locali, quando si occupano di partecipazione giovanile, è quello di fare integrazione. Integrazione tra le varie esperienze, tra le varie forme organizzative, di partecipazione, creatività e rappresentanza. Naturalmente, è indispensabile avere una pluralità di forme di rappresentanza e partecipazione (consigli di Istituto, di Facoltà Consulte degli Studenti, associazioni di volontariato…): senza un modo per raccogliere le esigenze e gli spunti di tutte queste modalità diverse, però ogni tentativo di partecipazione giovanile rischia di essere incompleto. Inoltre, le associazioni sono una grandissima ricchezza sociale, nonostante questo va considerato che la maggioranza dei giovani non ne fanno parte: va quindi individuato un modo per coinvolgere anche questi ragazzi.
A Modena, si tentò di fare questo esperimento di “integrazione” nel 2003-04 con You Govern, un’implementazione di forum giovani avviato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili; purtroppo, il fatto che a partecipare fossero poche persone, e tutte già inserite in un modo o nell’altro nell’ambiente, non fece riuscire particolarmente il progetto.

Continuando a guardare la realtà giovanile modenese, possiamo vedere come, in questo momento, siamo in una fase di transizione. La partecipazione istituzionale, dopo i tentativi di You Govern, sarà rilanciata, con un nuovo Forum Giovani, un ruolo pi attivo delle Circoscrizioni e il Bilancio Partecipativo (che dovrà coinvolgere in misura maggiore i giovanI); la partecipazione associativa, dopo le dimissioni dell’attuale Consulta per le Politiche Giovanili, dovrebbe trovare nel Forum Giovani un nuovo modo per operare; la Consulta degli Studenti, dopo qualche anno di difficile gestione per l’eccessiva ampiezza dell’organo, sta trovando interlocutori pi concentrati (istituzioni, associazioni di studenti, ecc) per operare.
Resta infine la partecipazione politica: in questi anni, con lo svuotamento dei partiti, i giovani impegnati in politica, o comunque che si interessano di politica, sono molto pochi. I partiti dovrebbero, a mio parere, perseguire la strada del “partito leggero” o “all’americana”, favorendo aggregazioni informali dal basso, sullo stile dei “circoli” che alcune formazioni politiche stanno sperimentando con successo. Infine, i movimenti giovanili di partito dovrebbero interagire con gli altri tipi di partecipazione, come già detto in precedenza.

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