Archivio per Aprile, 2006

Risultato elettorale

Il risultato delle elezioni, salvo sorprese dal conteggio delle schede contestate, è ormai definitivo…
Inizio dicendo una cosa: la vittoria, stando alle urne, è dell’Unione e di Romano Prodi. In democrazia basta avere un voto in pi per vincere; Silvio Berlusconi, quando parla di “paese diviso”, non dovrebbe quindi sorprendersi. Per dirla alla Bogart, “è il bipolarismo, bellezza”. Anche se per pochi voti.
Altro discorso per quanto riguarda la governabilità: è vero, i precedenti in Europa e nel mondo ci mostrano come sia possibile vincere e governare con pochi seggi di differenza; è anche vero che siamo in Italia, repubblica parlamentare sui generis, dove con maggioranze ben pi ampie si sfiorano e si affrontano crisi di governo. Inoltre, la presenza dei senatori a vita rende il tutto ancora pi difficile da prevedere.

Riuscirà quindi Romano Prodi a governare? Non è domanda facile; sono una persona ottimista, e credo che il lavoro compiuto prima del voto nell’Unione e l’esperienza di Prodi rendano il compito un po’ meno complicato. Va detto che, su alcuni temi caldi, il nuovo governo dovrà subito esprimersi: in politica estera, ad esempio, con le questioni irachene ed iraniane.

E se, per qualche motivo, il governo fosse in difficoltà. Il ritorno alle urne in novembre, come molti giornali riportano, rischierebbe di essere controproducente. Eppure, escludendo l’ipotesi di una grande coalizione, sarebbe l’unica alternativa, in una ipotetica situazione di crisi. Credo che in questo caso, bisognerebbe ritornare al voto con spirito costruttivo, approvando in qualche modo una riforma elettorale condivisa, e al tempo stesso portando avanti un processo unitario (partito democratico da una parte e dei moderati dall’altra) nei due poli.

Ancora qualche giorno

La campagna elettorale è agli sgoccioli, tra offese, promesse impossibili e altre cose che fanno notizia…
Volevo scrivere qualcosa sulla campagna elettorale in sè ma credo che non lo farò. Mi piacerebbe, invece, scrivere qualcosa sull’effetto che sta avendo sulla gente, partendo da alcune parole chiave.

Media - In questi giorni ho sentito e parlato con diverse persone: al di là delle preferenze politiche, ho l’impressione che la coscienza politica si basi sempre di pi su quanto appare sui media, e sempre meno sul confronto e sul dibattito politico tra amici, conoscenti, che magari la pensano anche in maniera diversa.
Questo porta la gente ad informarsi in maniera sempre pi passiva, ad aspettare che la televisione dica qualcosa che indichi come votare, invece che a ricercare le informazioni e i programmi; non ci si deve stupire, quindi, per l’alta percentuale di indecisi, e per il fatto che sempre pi persone, in Italia, affrontano i grandi temi della politica (ovvero, quelle quattro o cinque issues che rimbalzano sui media) in maniera superficiale, per sentito dire, senza un vero confronto tra posizioni diverse.

Giovani - Con mio grande dispiacere, questo porta ad un effetto fortemente negativo nei confronti dei giovani, soprattutto quelli alla prima esperienza di voto. Questo assurdo sistema proporzionale, che concentra tutta l’attenzione sui partiti, ci ha portati ad una proliferazione eccessiva di notizie e programmi alla rinfusa, che ha confuso ancora di pi i giovani elettori: ho verificato personalmente (dal vivo, su forum, ecc) come i giovani che parlano di politica in questa campagna elettorale (ma anche gli adulti!) si trovano in estrema difficoltà quando devono argomentare le proprie posizioni, in base alle informazioni distorte ricevute dai media.

Incontro - Trovo quindi estremamente positiva l’iniziativa avviata dalla Fabbrica del Programma: Incontriamoci significa proprio questo, incontrarsi per discutere, informarsi, parlare, magari anche con chi non la pensa proprio allo stesso modo. Per una sera, invece che guardare la TV da soli, si esce e si incontrano altre persone; oppure, si guarda il confronto o il dibattito TV tutti insieme, per poi parlarne.
Uno stile, quello dei “meetup”, lanciato dagli USA, ma che, importato nel nostro paese non soltanto dai partiti, sta avendo molto successo. Spero che i futuri partiti che nasceranno (democratico per il centrosinistra e dei moderati per il centrodestra) non se ne scordino.

Enti locali, giovani, politica.

Riporto la sintesi del mio intervento al gruppo di lavoro “Avvicinare i giovani alla politica: il ruolo delle Istituzioni” nel convegno “Enti locali, giovani, politica” organizzato dal centro studi Encyclopaideia.

Illustrerò brevemente i percorsi di partecipazione giovanile attuati a Modena e quelli che stanno per essere attuati, dal punto di vista di un giovane che allo stesso tempo è all’interno di un’amministrazione.

Innanzitutto, solitamente divido la partecipazione giovanile in quattro tipi: istituzionale, politica/partitica, associativa/di volontariato/sportiva, scolastica/universitaria. Questa divisione di massima serve semplicemente ad orientarsi, e ci sottolinea una caratteristica importante: nelle nostre città i giovani partecipano in maniera frammentata, in diverse realtà che spesso non dialogano tra loro. Questo è un problema: gli sforzi sostenuti in un tipo di partecipazione possono esser vanificati, se questa non è in grado di “fare sistema” con le altre.
A mio parere, quindi, un primo fondamentale compito degli enti locali, quando si occupano di partecipazione giovanile, è quello di fare integrazione. Integrazione tra le varie esperienze, tra le varie forme organizzative, di partecipazione, creatività e rappresentanza. Naturalmente, è indispensabile avere una pluralità di forme di rappresentanza e partecipazione (consigli di Istituto, di Facoltà Consulte degli Studenti, associazioni di volontariato…): senza un modo per raccogliere le esigenze e gli spunti di tutte queste modalità diverse, però ogni tentativo di partecipazione giovanile rischia di essere incompleto. Inoltre, le associazioni sono una grandissima ricchezza sociale, nonostante questo va considerato che la maggioranza dei giovani non ne fanno parte: va quindi individuato un modo per coinvolgere anche questi ragazzi.
A Modena, si tentò di fare questo esperimento di “integrazione” nel 2003-04 con You Govern, un’implementazione di forum giovani avviato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili; purtroppo, il fatto che a partecipare fossero poche persone, e tutte già inserite in un modo o nell’altro nell’ambiente, non fece riuscire particolarmente il progetto.

Continuando a guardare la realtà giovanile modenese, possiamo vedere come, in questo momento, siamo in una fase di transizione. La partecipazione istituzionale, dopo i tentativi di You Govern, sarà rilanciata, con un nuovo Forum Giovani, un ruolo pi attivo delle Circoscrizioni e il Bilancio Partecipativo (che dovrà coinvolgere in misura maggiore i giovanI); la partecipazione associativa, dopo le dimissioni dell’attuale Consulta per le Politiche Giovanili, dovrebbe trovare nel Forum Giovani un nuovo modo per operare; la Consulta degli Studenti, dopo qualche anno di difficile gestione per l’eccessiva ampiezza dell’organo, sta trovando interlocutori pi concentrati (istituzioni, associazioni di studenti, ecc) per operare.
Resta infine la partecipazione politica: in questi anni, con lo svuotamento dei partiti, i giovani impegnati in politica, o comunque che si interessano di politica, sono molto pochi. I partiti dovrebbero, a mio parere, perseguire la strada del “partito leggero” o “all’americana”, favorendo aggregazioni informali dal basso, sullo stile dei “circoli” che alcune formazioni politiche stanno sperimentando con successo. Infine, i movimenti giovanili di partito dovrebbero interagire con gli altri tipi di partecipazione, come già detto in precedenza.